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Progetto

Buone pratiche per la gestione della risorsa acqua

Nella pagina del risparmio idrico scriviamo che “chiunque gestisca o utilizzi la risorsa idrica è tenuto ad adottare le misure necessarie all’eliminazione degli sprechi ed alla riduzione dei consumi, nonché ad incrementare il riciclo ed il riutilizzo, applicando a tal fine le migliori tecnologie disponibili”.
Gli utenti possono risparmiare l’acqua con alcuni accorgimenti e l’acquedotto è tenuto a gestire la risorsa idrica al meglio, evitando sprechi e ottimizzando il consumo di energia, attraverso investimenti mirati ed efficaci e adottando le pratiche di gestione secondo l’approccio dell’IWA, International Water Association.
Le principali buone pratiche di tale metodologia possono essere così sintetizzate:
• Monitorare il bilancio idrico tramite indicatori affidabili che permettano di valutare lo stato della rete. Le migliori metodologie di misura consentono una analisi del processo industriale e forniscono indicazioni su come intervenire per ottenere risultati in termini di efficacia, efficienza, costo e sostenibilità ambientale.
• Gestire le pressioni a livelli ottimali evitando variazioni repentine e analizzare le portate notturne per quantificare le perdite reali.
• Intervenire in tempi brevi nella riparazione delle perdite evidenti, utilizzando la miglior tecnica possibile. Studiare le perdite (tipologia, frequenza, causa) per capire quali azioni intraprendere allo scopo di ridurne il numero.
• Eseguire periodiche campagne di ricerca delle perdite occulte, con i migliori strumenti a disposizione, e procedere rapidamente alla riparazione delle perdite individuate.
• Valutare e ridurre le perdite apparenti generate dal malfunzionamento dei contatori, dai prelievi abusivi, dall’utilizzo di acque senza misurazione e di conseguenza rinnovare costantemente il parco contatori.
Negli ultimi anni abbiamo verificato che attraverso queste azioni è possibile ridurre il volume e la percentuale di acqua non contabilizzata e ottenere un risparmio dei costi energetici e di quelli relativi alle riparazioni delle condotte. Per uniformare maggiormente le pressioni di esercizio si è provveduto a “distrettualizzare” la rete idrica, ovvero a separarla in più parti al fine di limitare le naturali variazioni di pressione dovute all’andamento altimetrico del territorio. A partire dal 2012 si è registrata una costante riduzione dell’acqua non fatturata, con una diminuzione nei soli primi quattro anni di ben 415.194 mc, così ripartiti:
• 2013 – 37.903 mc
• 2014 – 255.056 mc
• 2015 – 20.775 mc
• 2016 – 101.460 mc
Di conseguenza anche l’acqua prelevata dall’ambiente si è ridotta da 2.897.304 mc nel 2012 a 2.287.536 mc nel 2016, arrivando ad un risparmio di 610 milioni di litri pari al 21% di acqua emunta in meno. Nel corso dell’anno 2018 c’è stata un’ulteriore riduzione di 70.000 mc di acqua prelevata dall’ambiente rispetto all’anno precedente, con un valore di NRW poco superiore agli 800.000 mc. Nel 2022 il volume sollevato è stato di mc 2.320.095, cifra che mostra che il quantitativo di acqua prelevato dall’ambiente si è mantenuto stabille in questi anni.
Attraverso questi risparmi si sono ottenute nuove risorse economiche da investire in innovazione e conoscenza, generando un circolo virtuoso. Un controllo di gestione efficiente e costante consente di individuare ed intraprendere tempestivamente le azioni maggiormente idonee in termini di risparmio della risorsa idrica. La siccità che ha colpito l’Italia nel 2017 la crisi idrica che si è manifestata dal 2022 ci pone di fronte alla necessità di ridurre quanto più possibile le dispersioni e portare avanti una gestione attenta e responsabile della risorsa acqua. Per raggiungere questo obiettivo c’è bisogno di investire nel settore idrico non solo denaro per il rinnovo degli asset, il rifacimento dei tratti più obsoleti della rete, ma anche in termini di conoscenza, modernizzazione dei sistemi, utilizzo delle migliori tecnologie disponibili ed idee innovative per una gestione sostenibile del territorio in cui viviamo.